NEWS CECILIA BAIJ,

Giubileo della misericordia

con M. Cecilia Baij

«In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio.

Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore

per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita».

(FRANCESCO, Misericordiae Vultus, n. 25)

1766-2016

250 anni

Maria Cecilia Baij,OSB

Trattato terzo

 

     Il cuore amoroso di Gesù ha pietà e compassione per noi,

creature miserabili

(estratti)

 

      Nel cuor di Gesù vi è la compassione che un Dio ha per noi, ed anche tutta la compassione che ha regnato e regnerà in tutti i cuori umani. Ci ha compatito sempre ed ha avuto pietà di noi miseri, e vedendo le nostre debolezze, i nostri difetti e mancanze, non si è mai irato verso di noi, ma ci ha sempre compatito; anzi, si è fatto nostro avvocato appresso il divin Padre (1Gv2,11), pregando per noi, e di continuo sta (cfr Eb 7,25) sul sacro altare a placare lo sdegno di Dio contro di noi. Di più sta offrendo se stesso, il suo amore in supplemento delle nostre mancanze.

      E quanto più ci vede infedeli ed ingrati, tanto più sta pregando per noi. […]

 

      Con quanta compassione egli ci rimira, quanto compatisce le nostre debolezze e le nostre mancanze, e benché ci veda tanto infedeli ed ingrati, nella sua bontà giammai smette di amarci e di compatirci e di farci del bene.

      Con che amore e compassione ci rimira quando cadiamo nei peccati! E benché egli odia la colpa, ama però il nostro bene e desidera di vederci presto risorgere dalle nostre cadute. […] Quanto è sollecito in  dare aiuto a chi cade, affinché presto risorga dalla caduta! Quanto sta attento perché non cadiamo e sta di continuo impiegato per noi!

 

      Quando vede i cuori nostri gelati nell’amore di Dio, quanto fa perché in noi si accenda il sacro fuoco del divin amore!

 

      E quando vede i cuori ostinati e che non si vogliono arrendere all’amor suo, prova delle smanie, è tutto compassione e tutto pietà, ci compatisce e non lascia mai di stimolarci al ravvedimento, affinché ci risolviamo ad amare il sommo bene.

 

      Quanti mezzi egli trova per eccitarci a quest’amore, a questa grata corrispondenza!

      Non si è trovato mai che questo amoroso e divin cuore si sia mai vendicato degli oltraggi e ingratitudini che ha ricevuto da noi, anzi, che ha fatto tutto l’opposto: ci ha reso bene per male e amore per disamore. Quando fu ferito dalla lancia, mentre stava in croce il Salvatore, che vendetta fece questo sacro cuore? Ognun lo sa: illuminò il centurione Longino nell’anima e nel corpo e volle che quella ferita, ricevuta con tanta empietà, fosse la porta per la quale noi vi potessimo entrare, per far quivi la nostra dimora e per ripararsi dall’ira divina. Tutte le ferite che riceverà questo cuore amoroso mentre visse in terra, tutte le rivoltò a vantaggio nostro. I tradimenti, le ingiurie che riceveva il Salvatore erano tante ferite a questo cuore amoroso, eppure non mai si adirò verso di chi tanto lo faceva patire.

 

      Che cosa non fece questo cuore divino al discepolo traditore, perché si ravvedesse! Quanti dardi gli vibrò, quanti inviti gli fece perché si ravvedesse dal suo gran tradimento! Infine, quando l’empio traditore diede il finto bacio al suo divin maestro, il divin cuore esalò la sua dolcezza, la sua pietà con dire, per bocca del Redentore: Amice, ad quid venisti? (Matth. 26, 50) Amico, per questo sei qui?! Chiamò amico un traditore sì empio, perché vedesse che in lui non vi era amarezza né sdegno, ma compassione e pietà, compatendo il suo gran misfatto e mostrandosi prontissimo al perdono. Ed altra pena non sentiva che di vedere ostinato il traditore, e poi di vederlo disperato, e che non volle approfittare della sua pietà, della dolcezza e carità, la quale con tanto amore gli offriva chiamandolo amico, perché proprio tale voleva essergli.

E ora questo divin cuore non ha mutato sentimenti, è lo stesso che era allora. E tutto il giorno va dicendo ai peccatori ostinati: “Amici, tornate a me, con fiducia; io resto per voi amico fedele; odio il vostro peccato ma desidero che voi vi convertiate” […]

 

      Se i cuori che amano Gesù sono tristi, quanto Gesù li consola!

      Se sono tribolati, quanto presto alleggerisce la loro pena!

      E se desiderano il suo amore, quanto presto li fa partecipi del suo sacro fuoco d’amore!

I trattati sul cuore amantissimo di Gesù Cristo

Autrice: Madre Maria Cecilia Baij OSB, Montefiascone, anno 1742

 

Signora Rossana Mari, “La Piccola Galleria”  Montefiascone Autrice del nuovo quadro di Cecilia Baij.