NOSTRE NEWS

Itala Mela (1904-1957) e la Cattedrale di Montefiascone

La Madre Priora, la Comunità Monastica

e la Famiglia annunziano con gioia che

BENEDETTINE DELL’ADORAZIONE

PERPETUA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO

Mercoledì 31 maggio 2017

alle ore 17

durante la Celebrazione Eucaristica

 

 Suor Miryam Elisabetta

della Santissima Eucaristia

(Mirian Janeth Espinosa Ortega)

 

sarà consacrata per sempre a Dio secondo la

regola di San Benedetto e il carisma di Mectilde de Bar

 

                                    Vi invitiamo a condividere la nostra

                                   preghiera e la nostra gioia.

Le righe riportate sotto sono tolte da una meditazione che s’ispira al preconio pasquale, il grande inno che  si canta la notte di pasqua, per annunciare l’evento della risurrezione.

Sono state scritte da Itala Mela, ospite nel nostro monastero di San Pietro,  alla fine di un lungo ritiro lì vissuto. Era una professoressa di lettere di La Spezia che venne a soggiornare a Montefiascone nelle estati dal 1934 al 1936. Ospite delle monache, pregava con loro e poi intensificava per 10 giorni il suo vivere  appartato, di raccoglimento e preghiera in ascolto del Signore. Il Vescovo Mons. Giovanni Rosi era suo confidente e il confessore  durante tale soggiorno.

Il 10 agosto 1936, durante la messa in Cattedrale, messa di San Lorenzo diacono e martire, allora cantata dal  coro dei canonici, Itala rinnovò i suoi voti privati di consacrazione al Signore, emise quello del “più perfetto”,  Mistero di Dio Trino ed Uno, pur lasciandola nella Tenebra Divina, vivendo ancora lei  - come noi – su questa terra e non ancora in Cielo.

Assunta Bartolozzi, la professoressa amica di Montefiascone, che aveva fatto conoscere a Itala le monache  di “S. Pietro”, le va incontro, a  Messa finita. Del mistero che si era svolto nell’anima di Itala  nessun segno esterno, ma Assunta, e tutte le persone che la conoscevano, non ne avevano bisogno.

Quelle più sensibili tra di esse percepivano la trasfigurazione del modo di relazionarsi nel quotidiano.

A fine 1938  Itala dovrà dimettersi dall’insegnamento per la malattia sempre più invalidante.

E vivrà di lezioni private, in casa del padre e di una zia.

Nel dopoguerra, per obbedienza al suo Vescovo, riuscirà ad occuparsi delle Laureate cattoliche della sua Diocesi di La Spezia; lo farà fino al 1953 quando sarà confinata in casa per estrema difficoltà a muoversi.

Aveva sostenuto la sua consacrazione privata con l’oblazione benedettina secolare emessa per l’abbazia di  San Paolo flm, Roma, e osservò la Regola di S. Benedetto sempre con diligente amore, mentre via via si lasciava  plasmare dal suo mistico Sposo e Signore Desiderò che nella sua Città si fondasse un monastero di benedettine. Non lo vide in vita: quello che  oggi c’è, il Monastero Benedettino S. Maria del Mare  di  Castellazzo, La Spezia, conserva i suoi scritti  e i suoi  ricordi in un piccolo Museo.

L’autrice

Annamaria Valli, benedettina dell’adorazione perpetua del monastero di San Pietro di Montefiascone (VT), milanese di nascita e di formazione teologica, è direttore responsabile della rivista semestrale Ora et Labora del Monastero San Benedetto di Milano e membro del Consiglio direttivo del Centro storico benedettino italiano.

Insegna Teologia spirituale all’Istituto teologico Viterbese.

Museo di Itala Mela -  Monastero Benedettino di Castellazzo, La Spezia

Itala Mela

(1904-1957)                                                                                                                                                                                                                        Beata il 10 giugno 2017

La sua salma riposa nella Cripta di Cristo Re nella Cattedrale di La Spezia.

 

“Questa [di Pasqua] è la Notte in cui,                                                                                                                                        distrutti i legami di male in cui eravamo avvinti,

il Cristo, vincitore di Satana,  ci conduce con Sé a una vita celeste.                                     

La nostra nascita non ci avrebbe giovato 

se non ci fosse stata donata questa mirabile Redenzione.

Questa è la Notte che all’anima nostra

segregata dalle miserie del peccato

dona l’intimità col Dio Uno e Trino

e la partecipazione alla Sua vita”.

 

(da una preghiera del 9 agosto 1936  ispirata all’Exultet della Veglia Pasquale)