Signore mio Dio, unica mia speranza,

 fa’ che stanco non smetta di cercarTi,

ma cerchi il Tuo volto sempre con ardore.

Dammi la forza di cercare,

Tu che ti sei fatto incontrare,

e mi hai dato la speranza di sempre più incontrarTi.

Davanti a Te sta la mia forza e la mia debolezza:

conserva quella, guarisci questa.

Davanti a Te sta la mia scienza e la mia ignoranza;

dove mi hai aperto, accoglimi al mio entrare;

dove mi hai chiuso, aprimi quando busso.

Fa’ che mi ricordi di Te,

che intenda Te, che ami Te. Amen!

(dalla Conferenza Episcopale Italiana,

"Lettera ai cercatori di Dio", settembre 2008)

Il monastero è un luogo di testimonianza della fede non nel senso che offre risposte già pronte agli interrogativi più profondi, ma vuole contagiare l’inquietudine della ricerca e la pace dell’incontro: “Ci hai fatto per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposi in te” (Sant’Agostino, Le Confessioni, 1,1).

 

INCONTRI SPIRITUALI E CULTURALI IN CORSO E IN ARCHIVIO

Presso il Monastero San Pietro delle Monache Benedettine del SS. Sacramento

Via Garibaldi, 31 (Montefiascone)

Ogni martedi alle 11:00
La partecipazione è gratuita, telefonare
per confermare l’orario

Non sono richiesti studi musicali precedenti
Si può partecipare in qualsiasi momento

Per iscrizioni e informazioni rivolgersi a:
Benedettine del SS. Sacramento
(Montefiascone)
Tel. 0761 826066

oppure

P. Michele Maria
Fraternità della SS. Vergine Maria (Bagnoregio)
Tel. 0761 792101  -  3475903408

CORSO PRATICO DI
CANTO GRAGORIANO

Aperto a tutti

TRA DIO E L’UOMO
UN DIALOGO INTIMO

 

Alcune osservazioni sul misticismo cristiano

da San Paolo di Tarso a Madre Mectilde de Bar

11 gennaio 2014 ore 15:30

Monastero “San Pietro”

Prof. Michael Patella OSB Saint John’s University Minnesota (USA)

dott. Giuseppe Gimigliano Dottorando Pontificio Ateneo S. Anselmo, Roma.

Prof. Philippe Nouzille OSB Decano Fac. Filosofia Pontificio Ateneo S. Anselmo, Roma

PERCHé?

Accettare l’invito non è risolvere tutte le oscure domande, ma portarle a un Altro e insieme con lui. A lui è possibile rivolgere con fiducia le parole della bellissima invocazione di sant’Agostino (De Trinitate, 15, 28, 51):

SECONDO INCONTRO - 16 aprile 2016 -

Cecilia Baij: un flash ravvicinato sul mistero di Cristo

     

      Il secondo appuntamento celebrativo dei 250 anni della morte di Cecilia Baij, benedettina di “San Pietro” († 1766), è stato impreziosito dalla presenza del prof. don Alfredo Cento, parroco di S. Andrea di Viterbo, già preside dell’Istituto teologico viterbese e appassionato insegnante di dogmatica, e particolarmente di cristologia. Cecilia Felicita Baij, dal momento della sua vestizione religiosa, visse con intensità il nome che assunse, Maria di Gesù: l’unione con il Signore, l’appartenenza a Lui ispirava il suo agire e il suo pregare, dalla tonalità affettiva intensa. E fu gratificata di una grazia straordinaria: quello di ascoltare / intuire le parole dello Sposo divino che le spiegava il di Lui rapporto con il Padre, fatto di libera obbedienza (Gesù è il Figlio, Dio come il Padre ) e di continua intercessione a nostro favore. Nella preghiera di Gesù «Sposo», fatta non solo di parole (anche), ma di atteggiamenti di relazione, Maria di Gesù aveva lo specchio della sua vocazione contemplativa, della sua chiamata allo stare con il Signore costantemente nella giornata, rivivendo – come è possibile a una creatura umana redenta ma in cammino verso la santità finale – la vita interna del Signore.

 

      Don Cento ha guidato con pazienza i presenti ad impossessarsi dello spessore dei termini che usiamo per confessare il dogma cristologico: una sola Persona in due nature, umana e divina; una sola volontà della Persona che accoglie in sé la volontà naturale della natura umana. Le pagine della Baij fanno scuola: leggendo la Vita interna passano davanti ai nostri occhi scene della vita del Signore, approcciate dal versante di ciò che ogni evento interiormente significò per Lui.

 

 

      « L'economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c'è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo.  Tuttavia […] lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private” , alcune delle quali sono state riconosciute dall'autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di “migliorare”  o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa» (dal Catechismo della Chiesa Cattolica,nn 66-67).

 

      Abbiamo visionato poi i volumi mss. originali della Vita interna di Gesù Cristo, vergati da Cecilia Baij senza alcuna correzione. I presenti – strano a dirsi? – non sono apparsi minimamente annoiati o affaticati dall’ascolto: ciascuno era introdotto in un “mondo” vitale, anche se solitamente dimenticato. Ciascuno di noi, infatti, battezzati per opera dello Spirito santo in Cristo Gesù, siamo – a modo nostro – di quelli che hanno avuto la grazia di poter ascoltano la Sua voce e di seguirLo. Alleluia!